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FERRARI

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Messaggio  Admin Stronzin il Lun Mar 09, 2009 1:46 am

Ferrari, a che punto siamo?
Affidabilità ok, serve sprint


Bilancio parziale dopo i test a Jerez: Massa e Raikkonen non hanno avuto problemi ma non sono mai stati i più veloci di giornata. La McLaren non ha brillato girando meno di tutti per problemi vari
Raikkonen in azione con la F60 nella umida Jerez. Reuters
MILANO, 7 marzo 2009 - Il circuito di Jerez ha tradito la F.1. Abbandonato nel 1997, il tracciato andaluso ha preparato per gli ultimi test uno scenario imprevisto. Perché l’estremo sud dell’Europa era stato scelto per le temperature più che primaverili, il più vicino possibile a quelle dell’Australia. Un meteo che ha sempre aiutato prove attendibili e la verifica dell’affidabilità su pista asciutta e degli ultimi dettagli di aerodinamica. Nei giorni dei test, il tempo è invece sempre stato pessimo, con la parziale eccezione di mercoledì. Addirittura si è vista la Ferrari ferma al box tutto il lunedì per l’indisponibilità di gomme 2010 da pioggia. Per la F60, con nuove fiancate e nuovi scarichi, il bilancio è abbastanza positivo perché il programma previsto è stato completato raggiungendo gli obiettivi.
ASSETTI - In particolare Maranello ha centrato il perfetto bilanciamento della F60 sia sul (quasi) asciutto sia sul bagnato. Infine entrambi i piloti hanno potuto provare a sufficienza le tre gradazioni più dure delle gomme 2009, confrontandone il comportamento nelle diverse regolazioni. Non ci sono stati guai, ma è mancato l’atteso miglior tempo sul giro. Resta il fatto che sono state prove difficili. Perché le squadre in pista hanno fatto fatica a girare con costanza su tempi sufficientemente bassi per mettere alla frusta le vetture. Al contrario tutte hanno potuto preparare ottimi assetti da bagnato, senza scordare che un paio di curve di Jerez assomigliano molto ad altrettante dell’Albert Park: anche con l’ombrello aperto qualcosa di buono è stato fatto. Resta irrisolto il problema dell’affidabilità minima. Dopo i mugugni di qualche tecnico per il limite dei 15.000 km, lasciando Jerez tutti hanno scoperto che nessuno li raggiungerà. La possibilità che il GP d’Australia diventi una parata di ritiri è concreta. Per gli esami di riparazione restano quattro giorni a Montmelò (per tutti, da lunedì) e tre a Jerez dal 15 (per McLaren, Renault e Williams).
PERCHE' SI' - A Jerez, con otto macchine in pista, la Ferrari non ha mai svettato nei tempi come le era riuscito in Bahrain. Ma in Spagna l’obiettivo del Cavallino non era quello della prestazione assoluta. La costanza con la quale, tutte le mattine, sono state ripetute e migliorate le regolazioni per il bilanciamento ha indicato che a Maranello preferiscono restare concentrati in pista sul lavoro di base mentre in officina prosegue la costruzione di ali con altre novità d’aerodinamica che porteranno le attese prestazioni. Grazie alla pioggia le regolazioni sono ora pronte pure per il bagnato. A Jerez è proseguito anche il lavoro sulle gomme. La Bridgestone, oltre alle coperture per il 2010, aveva portato le quattro gradazioni di gomme per il 2009. Sia Felipe Massa sia Kimi Raikkonen hanno provato le tre più dure e si sono detti "molto soddisfatti". Segno che il fondamentale abbinamento tra F60 e le gomme è già molto avanti. Un vantaggio sulla diretta concorrenza. Per esempio sulla McLaren che, alle prese con problemi di ogni genere, ha fatto poco: in tutto soltanto 325 giri, il record negativo tra le squadre che hanno girato per cinque giorni. Le particolari condizioni dei test non hanno messo a dura prova il motore che ha tuttavia sempre retto senza problemi. Jerez ha sancito che l’unica novità definitiva portata in pista, le fiancate con la parte posteriore modificata per nascondere i terminali degli scarichi secondo quando prevede il regolamento, funziona senza creare problemi di temperature sulle sospensioni. Debutto anche per le prese dei freni più grandi. Ma per collaudare bene questa modifica servivano temperature più alte.
PERCHE' NO - Questa volta la Ferrari non è mai riuscita a salire in vetta alla classifica dei tempi. Un obiettivo che una squadra come quella del Cavallino deve sempre avere nel mirino. Parziale scusante: a Jerez i piloti del Cavallino hanno girato con tanta benzina a bordo per lavorare sull’affidabilità, pioggia permettendo. Anche le condizioni del tempo hanno mischiato le carte. Così Fernando Alonso e la Renault sono riusciti a centrare il tempo più veloce delle prove perché erano in pista negli ultimi minuti di mercoledì, quando la pista era in condizioni migliori. Invece Red Bull con Sebastian Vettel e la Toyota con Timo Glock hanno dominato domenica e lunedì con poca benzina. L’affidabilità è stata più che discreta con qualche eccezione: due guasti idraulici e altrettanti d’elettronica, ma non gravi. Perché, per esempio, al contrario di quelli della Bmw il kers e il motore di Maranello hanno retto sempre. Sul chilometraggio la Ferrari ha puntato tutto, sacrificando la prova delle gomme per il 2010 che, in questa situazione di vigilia, non è stata ritenuta una priorità. Per questo è stata prenotata per il test la giornata di lunedì, quando era sicuro che la pista sarebbe stata allagata e sarebbero andate perse otto ore destinate a preparare la stagione 2009. Per il 2010 ci sarà tempo. Altra insufficienza parziale la mancata simulazione di gran premio da parte di Kimi Raikkonen. Perché il pilota finlandese ha comunque percorso 960 km (1.835 km il totale della Ferrari) e giovedì ha dovuto lottare anche contro il forte vento che ha aiutato la sua uscita di pista.
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